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TEATRO | Il vangelo secondo Pilato

giovedì 2 aprile 2020

Inizio dello spettacolo: ore 21:00

Costo dei biglietti: PREZZO UNICO 4,00 €

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di Érich-Emmanuel Schmitt

La trama

Scritto con lo stile avvincente ed il ritmo incalzante della spy-story, Il vangelo secondo Pilato conquista lo spettatore fin dalle prime battute e lo tiene ancorato con una sequenza di colpi di scena alla vicenda di Ponzio Pilato, governatore romano in Palestina, alle prese con il caso Jeshua, il “mago di Nazareth” da poco giustiziato.

Non solo il cadavere è scomparso, addirittura circola la voce che Jeshua sia riapparso vivo. Occorre sventare la leggenda di una resurrezione: avrebbe conseguenze imprevedibili per la Palestina, forse per tutto l’impero.

Ha inizio una caccia serrata, carica di suspence: dove è nascosto il cadavere? Il protagonista delle apparizioni è un sosia? Chi sono i complici? Jeshua è davvero morto sulla croce? Le domande si moltiplicano. Pilato indaga. Ma una dopo l’altra tutte le ipotesi vacillano. Tutte le piste conducono sulla soglia di un mistero: il caso appare insolubile. La ricerca a questo punto si sposta dai meandri di Gerusalemme al labirinto della coscienza di Pilato. Il governatore, militare razionale abituato a interrogare gli altri, lascia il posto all’uomo che interroga sé stesso.

Ma il duello non sarà meno drammatico. Il Vangelo secondo Pilato prende avvio per trovare delle risposte e termina con delle domande. Domande profonde che non possono essere risolte. Possono solo essere vissute.

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Lo spettacolo

Il mago di Nazareth è morto, non ho più nulla da te Solo che qualcosa mi è sfuggita di mano. mere, è evidente. In questa indagine su Jeshua non faccio che rimbalzare all’altra. Ma io non ho visto nulla e non ho capito nulla. Mio c aro fratello, ti scrivo dal mio silenzio per raggiun ge da una testimonianza re il tuo. ? Dietro a questa storia c’è qualcuno che prevede, manipola, inquina le piste. Ma chi Il corpo è scomparso. Dicono che il cadavere di Jeshua sia uscito dalla tomba. Capisci dove mi trovo, fratello? Bloccato a Gerusalemme per correre dietro a un qualche parte. cadavere che sta marcendo da In una terra dove si vedono figli di Dio per la strada … morire crocifissi sotto un sole rovente! O ra dicono anche che Jeshua sia riapparso, vivo. Qualcuno deve aver istruito i falsi test e li si condanna anche a imoni: Maria di Magdala, Salomè, i pellegrini di Emmaus. Devo trovare il cervello che mi tende una trappola. Questa religione non ha futuro. Sopravvivrà quella di coloro che hanno visto Jeshua vivo. La notte cala e non una sola generazione di cristiani: mi placa. Prima ero un romano che sapeva, adesso sono un romano che dubita. Ma, in fondo, dubitare e credere non sono forse la stessa cosa? Solo l’indifferenza è atea.

Regia: Christian Poggioni

con: Christian Poggioni, Simone Mauri

Musiche originali: Amleto Pace, Antonio Gorgoglione

Scene e costumi: Ambra Rinaldo

Luci: Piera Rossi

Sartoria: Sarte d’Arte

Gioielli: Emilia Fusi

Foto di scena: Ivan Cimadoro

Produzione: Teatro San Teodoro

L'autore

Érich-Emmanuel Schmitt è uno degli autori di maggior successo nel panorama della drammaturgia europea contemporanea. I suoi testi teatrali sono vincitori di numerosi premi, tra cui i prestigiosi Premio Molière e il Gran Premio del Teatro dell’Académie Française. Egli stesso racconta la genesi de La notte degli ulivi e Il vangelo secondo Pilato, i due testi dedicati alla figura di Jeshua di Nazareth: “Cresciuto ateo in una famiglia di atei, laureatomi in filosofia in una Parigi diventata completamente materialista, non avevo mai prestato attenzione a quella strana storia di un falegname morto su una croce. Un giorno mi persi nel deserto del Sahara. Vicinissimo alla morte, quella notte di fuoco vissi un’esperienza mistica. Al mattino, come una traccia, un’impronta, deposta nel più intimo di me, si trovava la fede. Quel Dio del Sahara non apparteneva ad alcun culto. Tornato in Europa mi immersi nei poeti mistici di tutte le confessioni, dal buddista Milarepa a San Giovanni della Croce passando per il sufi Rumi. A Parigi mi attendeva un secondo choc: una notte lessi per la prima volta i quattro vangeli. Per ore fui respinto e attirato. Quella notte iniziai a credere a Cristo e a non crederci. Oscillavo costantemente. Da quella notte sono stato ossessionato dalla figura di Cristo. Alcuni anni dopo, ho deciso di chiamare questa ossessione il mio cristianesimo.”

Christian Poggioni

Nato a San Paolo del Brasile nel 1972, viene ammesso da Giorgio Strehler alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano, dove si diploma in recitazione nel 1999. Nel 2000 si laurea con 110 e lode presso l’Università Statale di Milano e nel 2003 frequenta con il massimo dei voti un master in regia presso la University of Southern California di Los Angeles. Dal 1999 al 2006 recita in spettacoli diretti da registi quali Giorgio Strehler (Temporale, Così fan tutte), Peter Stein (Pentesilea), Massimo Castri (Questa sera si recita a soggetto), Antonio Calenda (Agamennone, Coefore, Otello), prendendo parte a tournée nazionali ed europee. Parallelamente recita in diverse produzioni televisive, cinematografiche e radiofoniche per Mediaset, RAI e Radio Svizzera Italiana. Nel 2007 fonda l’associazione culturale QUIA NON? e intraprende un percorso di ricerca e produzione autonoma, scrivendo, dirigendo e interpretando gli spettacoli Tradimenti (2007), Nostos (2008), Alla ricerca del tempo perduto (2010), Alla corte di un giullare (2011). È inoltre regista ed interprete degli spettacoli Il vangelo secondo Pilato e La notte degli ulivi di Érich-Emmanuel Schmitt (2012), Apologia di Socrate di Platone (2013), Shakespeare’s memories (2014) Nel 2008 è assistente alla regia presso la Kaye Playhouse di New York (Le nozze di Figaro). Dal 2009 collabora con l’Università Cattolica di Milano, dove è chiamato come insegnante di recitazione presso il Laboratorio di Drammaturgia Antica e la Scuola di Alta Formazione diretti dalla prof.ssa Elisabetta Matelli

 

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