Eventi per le scuole - Eventi Stagione 2014/2015

 

La Farfala Sucullo

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In occasione della giornata della memoria, 27 gennaio 2015 dedicato alle terze, quarte e quinte superiori

di e con: Giuseppe Adducci e Sulutumana

 

Non tutti sanno che oltre ai sei milioni di ebrei, i nazisti sterminarono nei campi di concentramento migliaia di dissidenti politici, di minorati psichici e fisici, di omosessuali e di zingari.
La storia ufficiale si è occupata poco delle sofferenze di questi ultimi, probabilmente perché non ha trovato tra di loro chi avesse sufficiente voce e volontà di grido.
Il teatro, come a volte succede, corre in soccorso dei meno potenti, ed è questo il motivo de la farfala sucullo.

Durante un rastrellamento in un campo di nomadi, un ragazzo zingaro viene salvato dalla madre che lo affida a un medico nazista, mettendolo al suo servizio e prospettando al medico la possibilità di fare su di lui –zoppo– esperimenti che gli consentano la notorietà. Il medico lo porta con sé, di là della rete di un lager in cui sono racchiusi migliaia di ebrei.
Il ragazzo ha la capacità di fare racconti in grado di affascinare chiunque. Perseguitati e aguzzini vengono richiamati intorno alle sue narrazioni con la stessa intensità, in una sorta di sospensione del tempo.

Tra gli ebrei c'è un bambino che fungerà da tramite tra lo zingaro e Miriam, anch'essa internata, di cui lo zingaro si innamorerà e di cui cercherà la salvezza con ostinazione e pervicacia.
Il ragazzo si divincolerà dal sentimento di gratitudine verso il medico, che lo ha risparmiato dalla morte ma la diffonde a piene mani intorno a sé, e alla fine…

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In scena due narratori, con il contributo di canzoni originali alternano parola e musica, impersonando due zingari che al suono della fisarmonica cercano elemosina, con ironia e imprevedibilità. Davanti a un pubblico riottoso giocheranno la sfida di raccontarsi in cambio di una moneta, disvelando "i segreti del mestiere" e le peripezie di una dinastia che ha come segno distintivo un grosso neo a forma di farfalla, simbolo di una libertà che non vogliono cedere.

Lo spettacolo teatrale "La farfala sucullo", premio "Teatro e shoah 2007", cerca di mettersi in comunicazione con la diversità, tramite l'emozione della vicenda che narra e delle canzoni che la accompagnano e cerca di essere in un questo momento oscuro un appiglio a chi ha voglia di credere che il razzismo non è mai una buona opinione.

 

 

 La Tartaruga blu

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Scritto e diretto da Lando Francini. Scenografie di Ferencs Hetenyi
Interpretato da: Chiara Magri e Swewa Schneider.

Spettacolo con attori e ombre cinesi adatto ai bambini di 3/9 anni

TRAMA - Questa è la storia di una piccola tartaruga, che nasce sulla terra, che nuota nel mare. Un brutto giorno, nel grande oceano, si sveglia un pesce gigante, prima sbadiglia poi comincia a mangiare: si mangia le alghe, tutte le alghe del mare, si mangia le stelle, tutte le stelle marine, si mangia i pesci e poi si mangia pure le tartarughine. Una sola gli sfugge, tutta blu piccolina, gli sfugge soltanto perché è testarda, la tartarughina...
La nostra avventura comincia così, con Tartaruga Blu che torna sulla terra dove era nata. Troverà una bimba che piange, un re cattivo, un sole stregato; molte saranno le prove da superare, ma state sicuri la nostra tartarughina è semplice e forte, ha un guscio robusto, nel petto le batte “il cuore del giusto” e quando tutto sembrerà già perduto, sarà il pesce gigante a venire in aiuto.

Grandi ombre colorate illustrano la storia: due attrici danno voce a tutti i personaggi, recitano, muovono le sagome dipinte e traforate, un tecnico, con un sapiente gioco di luci, colora le immagini che sembrano antiche vetrate di una cattedrale ed i bambini, alla fine, la nostra favola non riusciranno più a dimenticarla.

PER SAPERNE DI PIÙ

Questa è una storia tutta nuova, ma la sua trama ripercorre una antica leggenda dell’estremo oriente, la storia di un misterioso essere marino che arriva sulla terra per riparare i torti subiti, premiare i giusti, punire i cattivi.
Grandi e piccoli spettatori vedranno sulla scena due attrici, recitano, scherzano, giocano con splendidi giocattoli teatrali, sembra facile ma il lavoro che fanno è il frutto di un’accurata preparazione, complessivamente più di mille ore di lavoro, per progettare, costruire e soprattutto animare le sagome che proiettano le Ombre Cinesi.

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Un teatro di immagini, parole ed azioni, una tecnica mista, che permette di coinvolgere il pubblico, senza perdere l’attenzione di nessun spettatore, neanche dei piccolissimi che a volte vengono a teatro per la prima volta. Teatro del Vento, in trent’anni di onorata attività, ha prodotto diversi spettacoli per le Scuole d’Infanzia, tra cui vi ricordiamo i fortunati allestimenti: "La barchetta di carta", "Bumba curioso elefantino" "Storie di topi e di topini" e "Buon natale Orso Bruno". Oltre 100.000 bambini dai tre ai sette anni ci hanno permesso di sviluppare un linguaggio teatrale particolarmente efficace, adatto anche a coloro che non hanno ancora imparato la nostra lingua.

Nello svolgersi del racconto si alternano diverse emozioni, a volte la vicenda risulta dolce e rassicurante, in altri momenti diventa fosca ed inquietante, perché questa è una grande avventura. La Tartaruga Blu è un piccolo animale coraggioso e testardo che dovrà vedersela col “pescepescione che tutto mangia”, un mostro marino che la ingoierà, per poi riportarla sulla spiaggia dove era nata, ora la tartaruga scopre un nuovo mondo, incontra una principessa sfuggita ad un re cattivo, sarà il suo coraggio che le permetterà di sfidare i terribili soldati, sarà la sua intelligenza che le darà la vittoria sulle malie del re.

Quello che vedrete è un particolare tipo di teatro che fa pensare ad un libro illustrato.
Per verificare la comprensione delle immagini e delle parole anche da parte di coloro che sono arrivati da poco nel nostro paese, alle prove hanno partecipato diversi gruppi di spettatori dai tre ai nove anni con differenti competenze linguistiche. Abbiamo chiesto ai bambini della Scuola Primaria di Volon, vicino a Verona, di commentare le prove dello spettacolo, hanno apprezzato il gioco comico dei dialoghi e delle azioni, hanno raccontato la loro meraviglia per le grandi ombre colorate e quando abbiamo chiesto se per loro la storia avesse un senso una bambina della classe prima ci ha detto: "Anche le persone piccole possono fare grandi cose".

 

LINK:

 

 

Una Volta... in meno!

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Alessandro Volta non voleva davvero costruire una pila. Stava cercando di realizzare una macchina del tempo. Purtroppo però la macchina non funziona; mentre cerca di risolvere il problema per farla partire, costruisce per sbaglio una pila con l’intenzione di usarla come motore per la sua macchina del tempo.
Non riuscendo però a far scoccare la scintilla, spazientito decide di gettarla nell’acqua, ed ecco che la scintilla  mette in moto la macchina e lo porta dritto ai giorni nostri. Qui Alessandro atterra nella cameretta di una bambina, Patty.

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Tra mille avventure e con l’aiuto della piccola Patty e di un pesce brontolone di nome Galv, Alessandro Volta riuscirà a mettere a punto la più grande scoperta della sua vita e Patty capirà l’importanza del risparmio energetico per il mondo moderno e per il futuro.

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