TEATRO | Il re dei giochi

venerdì 1 aprile 2016

Costo dei biglietti: 10,00 € per gli adulti, 8,00 € per i ragazzi sino ai 14 anni e over 65 anni, gratuito per i bambini sino ai 3 anni
Inizio dello spettacolo: ore 21:00

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Una brillante, seducente ed enigmatica commedia.
Una vera chicca, godibilissima e sbarazzina.

Cosa c’è di più stuzzicante che ficcare il naso negli affari degli altri? Gossip, speteguless, malignità; criticare e ridacchiare alle spalle dei nostri vicini.
C’è un passatempo più attraente di questo?

É: Il re dei giochi!

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di Mario Pozzoli (da un'idea di Luigi Pirandello)

regia di Mario Pozzoli

Compagnia Teatrale Gli Adulti

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La Compagnia Teatrale "Gli Adulti" è attiva dal 1996. In questi 19 anni ha allestito 33 commedie, effettuando 234 repliche in 75 diversi teatri, situati in 2 nazioni (Italia e Svizzera), 9 province, coinvolgendo quasi 30.000 spettatori.
Pur prediligendo il genere brillante, ha fatto diverse incursioni nel mondo della drammaturgia classica (Goldoni, Pirandello).  Attualmente ha in repertorio 5 spettacoli, di generi diversi, tutti divertenti, e adatti ad ogni tipo di pubblico. Opere che non smettono mai di stupire e di emozionare. Un vero tributo è stato realizzato al sofisticato e delizioso repertorio di Aldo De Benedetti con sette commedie, tutte sapientemente adattate in modo da renderle brillanti, godibili e attuali.

Il gruppo è attualmente formato da 27 persone tra attori e tecnici.
Tra gli attestati, i premi e i riconoscimenti ricevuti dalla compagnia segnaliamo:

  • 2° Premio Teatrale "S. Domingo
" per "Gli ultimi cinque minuti" di Aldo De Benedetti.
  • 1° Premio "La Rosa d'Oro 2012"
 per "Due dozzine di rose scarlatte" di Aldo De Benedetti.
  • Premio Miglior Attrice "La Rosa d'Oro 2012"
 a Chiara Pozzoli.
  • Premio Miglior Attrice "Concorso GATaL (Regione Lombardia) 2012/2013" 
a Chiara Pozzoli.
  • 1° Premio Teatrale “Cremnago 2014/2015”

 

Recensione dello spettacolo a cura di Roberto Zago, presidente onorario del GATaL - marzo 2015

C’è una filodrammatica a Buccinasco, denominata “Gli Adulti”, che, merito del suo “poeta di Compagnia” Mario Pozzoli, produce spettacoli innovativi e talora sorprendenti. Un solo titolo esemplificativo: La scommessa, dramma in cui appaiono due figure di Gesù opposte: uno è il Messia dei Vangeli, l’altro si interroga sulla missione che gli è stata affidata; lo svolgimento coinvolge i dubbi e la cronaca, anche contemporanea, nel quale si dibattono la Storia e gran parte dell’umanità.

Un altro versante del diletto teatrale di Pozzoli è quello di avvicinarsi a testi classici e divertirsi a scombussolarne trama e conduzione. Ciò è accaduto con Gli ultimi cinque minuti, di Aldo De Benedetti, e Due dozzine di rose scarlatte, dello stesso autore.

Pozzoli ha ambientato il primo lavoro sulla terrazza di casa con le relative conseguenze tra i due antagonisti, lui e lei, tesi a occupare il medesimo appartamento con una contesa fatta di colpi bassi e reciproci innamoramenti. Il secondo testo lo ha messo nelle mani della domestica dei due coniugi personaggi e del tecnico delle luci: entrambi pilotano la vicenda delle rose scarlatte e ne fanno quello che vogliono per lo spasso degli spettatori.

Adesso, “da un’idea di Luigi Pirandello”, il Mario di Buccinasco ha tratto Il re dei giochi. Titolo che nasconde quel capolavoro di Così è (se vi pare), e lo ammannisce all’esterno del caffè di un piccolo paese, ove si convoglia la popolazione che conta e sparla senza fare economia di malignità. L’"idea pirandelliana" è intatta: suocera e genero si accusano a vicenda di pazzia, la prima sostiene che la moglie di lui è sua figlia, l’altro lo nega e dichiara che è invece la sua seconda moglie.

Come nel dramma famoso tutti discutono e prendono le parti dei contendenti.

Ed è qui che i giochi si scatenano, suscitando il desiderio dei paesani e le loro segrete velleità. L’assortito trio femminile locale è un ginepraio di curiosità e ciarle, oltre che di pulsioni sentimentali represse. Il filosofo ne trae riflessioni sofisticate; il conte non si appaga delle bramose possibilità dei casi; altri ci penano sopra, mentre il commissario tenta di intervenire, e un operaio passa e ripassa con gli attrezzi da lavoro… Ad ogni ora si bevono i caffè del disponibile barista e le chiacchiere tendono a voler conoscere la verità, l’impossibile verità vissuta da suocera, genero e moglie che culmina nel: “io sono colei che mi si crede”, in cui Pirandello l’ha volutamente celata.

La novità consiste nell’ironia che percorre il coro eterogeneo dei personaggi, le cattiverie, l’attizzarsi delle mene per sapere sapere sapere…, proprio come in Pirandello, ma molto di più! L’esasperazione è accompagnata da una fantasiosa colonna musicale che amplifica il petulante frugare generale. La bravura dell’autore e regista si avvale dell’affiatamento degli attori, e gli va dato onore di uno spettacolo che unisce – a suo modo – dramma e comicità, divertimento e un pizzico di riflessione sul pettegolezzo che ammorba una piccola società di persone caratterizzate a dovere.

Bravo Pozzoli!

 

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