TEATRO | In arte Liala

sabato 7 marzo 2015

Costo dei biglietti: 9,00 € per gli adulti, 7,00 € per i ragazzi sino ai 14 anni, gratuito per i bambini sino ai 3 anni
Inizio dello spettacolo: ore 21:00

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da una storia vera

TRAMA - Dici Liala e subito il mondo si tinge di rosa, sia che tu abbia divorato tutti i suoi libri ma anche se ne hai sentito semplicemente parlare e magari, a volte, con un malcelato sorriso di superiorità sulle labbra; eppure non è poca cosa riuscire a far associare il proprio nome ad un colore, trasformandolo quasi in un aggettivo!

Una bella rivincita per una scrittrice a lungo dimenticata dalla critica ma che con le sue parole ha saputo incantare milioni di appassionate lettrici di ogni generazione e di ogni epoca.
Non si diventa la scrittrice più letta d’Italia per puro caso, deve esserci qualcosa che ti sprona e che ti sostiene, qualcosa di così immenso da diventare il centro della tua vita: ed il centro della vita di Liala era l’Amore, l’amore con l’A maiuscola: passionale, elegante, dolce, travolgente, fatale, fatto di baci sospirosi e palpiti del cuore; in una parola romantico!

Niente a che vedere con i succinti e discinti resoconti al silicone delle eroine in stile Sex and the City o con le insulse goffaggini delle varie Bridget Jones. Amalia Liana Cambiasi Negretti Odescalchi nasce nel 1897 sul Lago di Como a Carate Lario; infanzia e adolescenza da signorina bene. Giovanissima sposa il Marchese Pompeo Cambiasi più vecchio di 17 anni, ma il vero amore travolge per la prima volta la vita di Liana, quando il suo sguardo incrocia quello del marchese Vittorio Centurione Scotto, valoroso ufficiale della Regia Aeronautica.
Lo stesso amore la trascina pochi anni dopo alla disperazione quando l’adorato Vittorio muore tragicamente precipitando con il suo idrovolante nel Lago di Varese; per Liana è una tragedia che quasi la porta alla pazzia. Trascorre mesi ed anni malinconici fino a quando scopre che solo scrivendo può rivivere i giorni felici con il suo adorato aviatore ed il suo cuore straziato diventerà così la sua più grande fonte d’ispirazione; decine e poi centinaia di pagine che ben presto si trasformano in un romanzo.

Il desiderio di far vivere in eterno il suo amore per Vittorio riuscirà poi a darle il coraggio e la sfrontatezza di presentarsi all’editore Arnoldo Mondadori. Immaginate la scena: inizio degli anni Trenta, una giovane ragazza di provincia con una massa di capelli fulvi che le ricadono sulle spalle, stringe con foga tra le mani un dattiloscritto e seduto dietro alla scrivania il grande Arnoldo Mondadori, uno dei padri dell’editoria italiana: “L’ho scritto per non impazzire” e poi sfrontata aggiunge: “Ho fatto la seconda e la terza parte del romanzo…se lei me lo pubblica lo comincio anche!” l’editore incuriosito accetta di pubblicare il romanzo.

Venti giorni dopo la pubblicazione Mondadori telegrafa sbalordito: “Il romanzo è esaurito!”.
Quel romanzo era Signorsì e da allora ne sono state vendute solo in Italia più di tre milioni di copie!

Sarà di nuovo l’amore ad attrarre l’attenzione di Gabriele D’Annunzio; l’amore di Liana per gli aerei. Il Vate incuriosito accetta di conoscere questa giovane dalla scrittura elegante, così simile a certe sue prose, e che sembra sapere tutto di volo, motori, idrovolanti e al momento della dedica scrive: "A Liala, compagna d’ali e d’insolenza!”
Così come, molti anni dopo, un irriverente e tenero omaggio d’amore sarà quello che Aldo Busi dedicherà a Liala, diventata nel frattempo un’icona; un libro-intervista alla signora che con volontà ferrea e carattere unico ha saputo far sognare e sospirare le donne dell'Italia intera per generazioni, formando con la sua nutrita produzione di libri una vera e propria fabbrica del genere romantico.

E all’amore resterà sempre fedele, pagina dopo pagina, libro dopo libro; per non tradire le sue lettrici che in quell’amore credevano.

Nel frattempo la massa di capelli fulvi si è trasformata in raffinata messa in piega bianca ma le mani, se guardate con attenzione le foto che la ritraggono, sono rimaste le stesse; lunghe, eleganti, belle e sempre pronte a ticchettare baldanzose sui tasti della macchina da scrivere dispensando ondate rosa confetto di amore romantico.

La vita di Liana ha cominciato ben presto ad assomigliare veramente ad un romanzo di Liala ed è questo che ci ha convinto a mettere in scena la sua vera storia, ma non solo; ci vuole talento per vendere sogni e a quel talento vogliamo rendere omaggio.

  

Regia: Marco Filatori

Autore: Marco Filatori

Drammaturgia: Marco Filatori

Scenografie e Luci: Armando Vairo

Assistente alla regia: Manuela Maffina

Interpreti: Laura Negretti, Alessandro Baito, Valentina Ferrari, Antonio Grazioli, Franco Maino

Progetto teatrale di Laura Negretti

L'ISPIRAZIONE - Fin da bambina mi apparivano strani e, come minimo fuori contesto, le decine di graziosi libri di una tal Liala allineati sullo scaffale della bottega di mio nonno; falegname di professione e uomo tutto d’un pezzo. Certo, l’ingenua innocenza vive nello sguardo dei bambini ma, visto che ingenua e tanto meno innocente non lo sono mai stata, fin da allora trovavo singolare quella strana convivenza tra le bellissime donne dallo sguardo languido, raffigurate sulle copertine della suddetta Liala, e gli scalpelli e martelli di mio nonno.

Il mistero venne svelato il giorno in cui, essendo mio nonno in vena di clamorose rivelazioni, nemmeno si trattasse di un segreto di stato, svelò ad una perplessa nipotina che lei poteva vantare di avere lo stesso sangue di una famosissima scrittrice.
E narrò così la vicenda di questa sua bella e lontana cugina che da una tragedia d’amore seppe passare al successo editoriale, divenendo nel giro di pochi anni la più grande scrittrice rosa di tutti i tempi e nel mentre lo diceva indicava, con gesto plateale, i misteriosi libri della ancor più misteriosa Liala.

Con il senno di poi credo che mio nonno tendesse ad enfatizzare un tantino certi piccoli particolari; come quando mi raccontava, per la decima volta almeno, le visite che l’elegantissima Liala faceva ai parenti del paesello.

Ogni volta la versione si arricchiva di nuovi ed esotici dettagli; la Fiat Balilla si trasformava in un’Isotta Fraschini con autista in livrea ed il cappotto dell’elegante signora diventava una pelliccia di ermellino. D’altra parte, se buon sangue non mente, anche nelle vene del mio pragmatico nonno falegname scorreva, vivacissimo, il gene dell’iperbole fantasiosa.
Reali o verosimili che fossero questi racconti hanno accompagnato tutta la mia infanzia e Liala, ad un certo punto, ha soppiantato nei miei sogni di bambina le varie Biancaneve e Cenerentola. Gli ingredienti c’erano tutti; bellezza, ricchezza, un amore infelice e, soprattutto, un principe azzurro che aveva le fattezze di un biondo aviatore.

E se, come abbiamo già detto, è vero che buon sangue non mente, divenuta io stessa un’artista, sebbene non della pagina scritta ma del palcoscenico, mi è parso naturale rivolgere il mio ardore interpretativo verso l’icona della mia infanzia a cui pare, qualcuno dice, io somigli anche in modo evidente.
Tutta questa gran somiglianza io non la vedo ma è certo che a questa lontanissima parente mi lega la passione per la realtà che si fonde con il sogno e la fantasia. E dove, se non in teatro, ci si sente fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni?

Detto fatto: il sogno è diventato uno spettacolo che vuole rendere omaggio ad una donna che ebbe la forza e l’intelligenza di trasformare il nero di una tragedia d’amore nella più rosa delle carriere letterarie.

Quella donna era Amalia Liana Cambiasi Negretti Odescalchi, in arte Liala!

Laura Negretti

 

PRECEDENTI RAPPRESENTAZIONI:

  • 5 aprile 2013 al Teatro Sociale di Como
  • 8 marzo 2014 al Teatro Sociale di Canzo

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